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Space clearing – 2. Definire le zone

Da che parte cominciare con il mio progetto di space clearing casalingo? Il mio obbiettivo era di cambiare l’intera casa quindi era necessario un piano. Come ho detto nel post precedente ,  il metodo Konmari non era applicabile: la mia abitazione comprende due piani, garage e soffitta, perciò avrei reso la vita impossibile per giorni e giorni ai miei figli e al mio compagno che nel frattempo si era trasferito da noi. Non si deve dimenticare che la collaborazione al progetto da parte dei familiari è fondamentale . Un effetto collaterale che ho sperimentato è che una volta iniziato lo space clearing, i coinquilini si rendono conto di due cose: come il declutter vi renda più rilassati e come loro stessi si sentano meglio in un ambiente liberato dal superfluo. Ogni persona ha piacere di abitare con gente rilassata e serena, e il piacere di ritrovare facilmente le proprie cose o avere un bell'ambiente intorno è innegabile: dopo un paio di interventi i familiari diventano subito colla...

Space clearing - 1. La motivazione

Qualche mese fa è accaduto un evento che mi ha permesso di riappropriarmi della mia vita. Questo fatto mi ha aperto gli occhi su molti ambiti della mia esistenza e scosso dal torpore che mi stava avvolgendo. Da anni non mi occupavo più dell’ambiente in cui abitavo, vivendolo come un confortevole alloggio pieno delle cose necessarie allo svago, al lavoro e alla sopravvivenza. Sottolineo pieno, perché come molti non avevo più nessun controllo sulle cose che possedevo, accumulate da anni insieme a ricordi più o meno belli legati ad oggetti da cui non riuscivo a separarmi. La mia casa era accogliente, ma caotica. Ogni sera per riuscire ad apparecchiare per la cena, era necessario liberare il tavolo da oggetti di uso quotidiano, bicchieri, scatole, libri, riviste, persino calzini, che non avevano una collocazione precisa e venivano appoggiati su tavoli e sedie. Gli oggetti venivano spostati sulle scale, per poi essere riportati sul tavolo ad evitare che di notte al buio qualcuno pote...

Sopravissuti

Poi in radio passa The Tunnel of Love e ti torna in mente la prima volta che ti sei lasciata col moroso e tua sorella per consolarti mette sul piatto Makin' Movies, estraendolo con cura dalla sua cover rossa e blu. Impossibile dimenticare: il divano marrone, il plaid a quadretti, lo stereo a colonna con le strobo spente appoggiate sopra e tutto il dolore che stai provando, perché è la prima volta e la tua mente da sedicenne non può pensare che esista un dolore più grande di quello. Intanto Tunnel of Love , che è un pezzo lunghissimo, continua a consolarti mentre piangi a pancia in sotto, sicura che non potrai mai soffrire più di così. E invece potrai.  E potrai anche sopravviverne.

nel frattempo ne sono successe di cose

Ed eccomi lì 19 anni, 4 traslochi, 2 figli, 3 gatti e 15 chili dopo la mia prima convention, tornare alla STICCON per festeggiare il trentennale del club. Era ora. E a pensarci bene sono un sacco di numeri. Ché in un modo o nell’altro Star Trek ha determinato le principali tappe della mia vita, dalle serate sul divano nel 1979, quando capii che mio padre sarebbe stato il vero unico confidente della mia adolescenza, agli studi di elettronica per vivere almeno un po’ dell’allure spaziale dell’Enterprise, al marito-mancato klingon che diobono se lo capivamo prima! Nel frattempo ne sono successe di cose. Che vuol dire che siamo diventati vecchi. Personalmente, come il vino di sangue, mi trovo migliorata oltre che stagionata. E lievitata, ma questo è un tipico fenomeno del trekker nostrano. Dipende dal fatto che molti di noi preferiscono le serie TV alla palestra, i planetari alle corse campestri e i bomboloni alle barrette low carb. Comunque non si chiama più ST...

Beach boy

non siamo esattamente gente da neve, noi. lo so, un anno fa siamo rimasti 14 giorni sotto due metri e ce la siamo cavata. ma questo dimostra solo che siamo in grado di resistere ad un attacco zombie di due settimane. non eravamo tra quelli che sfrecciavano sugli sci giù per la superstrada. siamo rimasti in casa a trastullarci con la cartacolla , perlopiù. anche oggi per fare uscire pallino ci ho messo un'ora buona. fosse stato per lui se ne sarebbe uscito in pigiama. non riesco a fargli capire che in inverno almeno le maniche lunghe sono un obbligo. e un paio di pantaloni. una volta fuori vi immaginate battaglie a palle di neve e pupazzi? macché. hanno tirato fuori palette e secchielli. per noi la neve è solo una versione un po' fredda della sabbia. e il vialetto del garage una bella spiaggia da scavare. quando guardate questa foto pensate ad un giovane snowboarder? sappiate che stava gridando "ecco l'onda! ecco l'onda!"

leg godt

Oggi l'intera giornata passata in casa coi bimbi. Verso sera non sapevo più cosa inventare e ho sfoderato due pacchettini di LEGO. Insieme abbiamo aggiunto ambientazioni alla casa delle LEGO Friends e costruito un robot Hero Factory. Ci siamo divertiti un gran bel po'. Adesso mi tocca separare questi (in giallo quello facile): Anzi no.

La mia casa nel week end

Una specie di gara fra genitori. Valgono solo pargoli dai due ai sette anni: prima son troppo piccoli, dopo lo fanno apposta. La competizione consiste nel mostrare cosa succede alle nostre case nel week end (meglio se con maltempo e monogenitore distratto su fb). Stacchiamo dal pc e facciamo un giro per la casa. "Qualcuno" mi ha chiuso dentro lo studio, apro la porta...  Ecco in cosa può essere trasformato il metro quadrato di disimpegno del bagno.  Mi spiegano che si tratta di seggiolini per le montagne russe che ad ogni fermata si compravano dei giochi, con finestrini (?) per andare anche sott'acqua. Mi sposto nel salotto, niente male però: ho visto di peggio.  Salgo quindi al piano di sopra. La zona giochi non è malaccio, ma i giochi infatti sono stati tutti infornati nella tenda di spiderman... Santa Ikea ha preservato la camera del maschietto. Il letto della femminuccia invece è diventata una cuccia per la scimmia di famiglia. Gi...