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Mental Load: capire cos'è per ridurlo con efficacia

Qualche settimana fa, come ogni lunedì, stavo aprendo l’asse da stiro quando il mio compagno mi rimproverò di non guardare il nostro telefilm preferito insieme a lui. Risposi che lo guardavo, ma nel frattempo avrei stirato e lui, stendendosi sul divano, mi disse che non ero capace di riposarmi : avevo sgobbato fino a quel momento, fra sistemare la roba del calcio, asciugare i capelli del piccolo mentre la cena era sul fuoco, far partire lavatrice, servire cena e sparecchiare, spazzare e risistemare (qui mi aveva aiutato e la lavastoviglie l'aveva riempita lui) adesso avevo il diritto di non fare niente e guardarmi TWD. Beh, che dire, non potrei essere più d'accordo, ma lui non ha mai imparato a stirare e se non lo faccio i panni non entrano nei cassetti. E poi se non lo faccio il lunedì, me li ritrovo al martedì, o al mercoledì, e il mucchio non fa che aumentare. Sembrava quasi offeso dal fatto che non mi sedessi sul divano con lui, ho tentato di spiegargli la facce
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Una volta eri sempre allegra – di cunette, bitume e mezzi in panne

"Una volta eri sempre allegra." E’ un’osservazione che fa male, il non-complimento al quale rispondiamo con frasi fatte: “quando si cresce le cose non sono più così semplici”, “non sono più quello/a di una volta” e il grande classico: “è la vita.” Cominciamo subito: per fortuna non siamo più quelli di una volta!  Crescere è anche la consapevolezza del cambiamento e l’accettazione delle difficoltà della vita, ché la vita non è un percorso che qualcuno ha preparato, predisposto a puntino per noi. Il mondo e la natura non procedono intorno agli esseri umani e questo non è il nostro habitat ideale, al contrario. Il mondo in cui viviamo è avverso alla scimmia nuda, siamo noi che modelliamo e trasformiamo il mondo, la natura e il nostro comportamento per vivere con meno sofferenza possibile - e a volte lo facciamo con decisioni scellerate. Inoltre: la felicità è sempre una scelta . Qualunque cosa accada possiamo sempre cambiare l’atteggiamento con cui lo accogliamo e far buon viso

La fine è il miglior inizio

Settembre è ormai finito e per me è un sollievo: finiranno con esso anche tutte le esortazioni ai buoni propositi di quello che viene definito come il vero inizio dell'anno. Sarò onesta: più che l'entusiasmo per l'inizio di un nuovo ciclo lavorativo, vengo pervasa dalla mailinconia della fine dell'estate, il september blues , e non riesco a ritrovarmi nelle parole dei mille life coach che insieme ai consigli sul migliore orario per fare le flessioni vogliono convincermi ad intraprendere un rituale mattutino che mi sta bene addosso come una tutina in lycra fucsia. La morning routine con me non funziona perché la mia quotidiana routine mattutina è già strapiena di impegni, che il solo pensiero di alzarmi prima per fare qualcos'altro mi inorridisce. E non è che mi alzi tardissimo nemmeno così, da improduttiva . Credo che molte persone si rispecchino nella mia mattinata fatta di lavatrici, pulizie, merende da mettere nello zaino, corse a scuola, spesa, letti da fare, s

La rotazione dei giocattoli per una cameretta sempre in ordine

Sembra che bambini e ragazzi si divertano a lasciare in giro i loro giochi più ancora dello stesso giocare, e non c'è nulla che possa fermarli. Perché non riescono a metter in ordine dopo che hanno finito di usarli? Ognuno di noi conosce la frustrazione dei weekend dedicati al rirdino dei giocattoli. Maratone di 48 ore in cui ci si ritrova sole in una stanza non tua, in ginocchio sui Lego che trafiggono le rotule, mentre i piccoli farabutti giocano in un angolo con le macchinine che henno promesso di riordinare. Ma anche quando sono collaborativi e si finisce in poco tempo, l'ordine conquistato dura ancora meno. Entro sera la stanza tornerà quella di prima. Il declutter è una soluzione solo se si propone di disfarsi degli oggetti invece di infilarli in qualche scatola con cui riempire tutto lo spazio, ma per i ragazzi sarà sempre diffcile liberarsi dei loro giochi e troveranno quasi tutto assolutamente non eliminabile. Come biasimarli? La fase di eliminazione è e

Le parole non sono pietre

"Sei una str**a! Te non capisci mai niente! Ti odio!" Sbatte la porta e si chiude per ore in camera sua. Magari non scende nemmeno per cena. O lasciarla senza cena è l'unica soluzione che tenti per farle aprire quella dannata porta, mentre pensi ai mille modi in cui fargliela pagare. Toglierle il telefono per una settimana. Non farla uscire per un mese. Fare la lavastoviglie da qui all'eternità. Sai che non servirà a nulla. Certo non migliorerà la situazione. Non accorcerà la distanza. Le parole non sono pietre, ma fanno male. I genitori di un adolescente vivono quasi ogni giorno scenari come questo e tante volte con parole più dure e crudeli di quelle che ho scritto. Non è raro sentire frasi del genere anche da ragazzi più piccoli. Oggi i bambini entrano in contatto con le emozioni adulte molto prima di quanto è accaduto a noi, perciò capita di essere davvero impreparati a rispondere . Quelle frasi crudeli, parole maleducate e rozze, insulti e

Si chiude il sipario

Si chiude il sipario sulle recite scolastiche e i saggi di fine anno. Si chiudono i cancelli delle palestre e dei circoli, gli oratori e le scuole si trasformano in centri estivi che si contendono i ritardatari a colpi di volantini porta a porta. Maestre senza scolari e artisti senza teatri si trasformano in educatori e ispiratori di giovani menti per i mesi estivi. L'aria calda si rempie di addii e arrivederci, genitori falsamente dispiaciuti e intimamente sollevati si salutano finalmente liberi dei vincoli di falsa amicizia in nome delle classi. I ragazzi e i bambini corrono, liberi di scegliersi i compagni d'avventura, passeggiano per il centro dondolandosi a spalle dritte senza il peso degli zaini. Frotte di adolescenti affollano il marciapiede dopo il calar del sole e camminano veloci bisbigliando per rientrare a casa prima di mezzanotte. Solo il tavolo della sala, pieno dei vecchi libri e qualche fotocopia con le liste dei compiti, ci ricorda che dovremo rimett

Il prossimo passo

Trova la parola che ti descrive meglio Descriviti in tre parole … La tua vita in una parola … Decidi cosa sei e cosa vuoi essere … Scegli il tuo mantra … Impossibile. Guarda: Donna. Femmina. Madre. Figlia. Giocatrice. Master. Modellista. Divulgatrice. Ricamatrice. Scrittrice. Lettrice. Attrice. Poetessa. Creatrice. Pensatrice. Grassa. Bella. Brutta. Bianca. Mora. Bassa. Agile. Sveglia. Compassionevole. Generosa. Debole. Forte. Simpatica. Interessante. Interessata. Antipatica. Diretta. Allegra. Malinconica. Socievole. Estroversa. Entusiasta. Impetuosa. Passionale. Pensierosa. Intellettuale. Spirituale. Atea. Femminista. Commessa. Vetrinista. Volontaria. Ingegnere. Tecnico. Perito. Informatico. Trekker. Blogger. Sammarinese. Europeista. Mondialista. Umana. Questi corsi di crescita personale sono così ingenuamente limitanti . Insoddisfatta della mia situazione, ho seguito ennemila corsi per far sbocciare il mio vero talento, scontrandomi ogni volta con la richiesta di trova

Come Ronaldo

Non so come aiutarti figlio. Vorrei farlo con tutto il cuore e con tutta me stessa, ma non so come aiutarti. Posso raccontarti di trent’anni fa, quando decisi di mollare. Quando capii che era tutto inutile e non sarei mai diventata il genio indiscusso a cui aspiravo, la scienziata dei robot, la dottoressa che manda i cyborg nello spazio. Posso raccontarti di come quella volta diedi retta a tutti tranne che a me stessa, e perseverai. Posso dirti che forse non mollare non fu proprio la scelta giusta. E che forse non fu nemmeno una scelta, ma la decisione dettata dal mio senso di colpa. Posso dirti che in quei giorni, per molti giorni, la mia mente e il mio corpo si dissociarono, strappati fra l’inerzia di continuare così e il desiderio di mollare, riposare per poi mettermi nuovamente in ricerca di qualcosa – che cosa? – che mi appassionasse come quell’idea infantile. Posso raccontarti di come la logica mi venne in aiuto, confermando la bontà della mia non-scelta, dandomi un al