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Visualizzazione dei post con l'etichetta mamme

Arrancare

La parola del giorno è arrancare. Mi alzo dal letto arrancando verso la camera del giovane padawan. Svegliarlo dal suono della sua sveglia al terzo snooze, quando il mio unico pensiero è tornare sotto le coperte, richiede uno sforzo sovrumano. Ce la faccio solo perché ci credo. Sono convinta che debba andare a scuola. Se solo per un istante credessi che non gli serve a qualcosa, sono certa che desisterei. Arranco fino alla soffitta dove mi carico del carico della lavatrice, dopo averla ricaricata del carico della sera. Io e lei compagne di carichi infiniti, un loop inarrestabile tra la cesta e il cesto. La lavatrice è la mia migliore amica, non per affinità, ma per destino. E forse perché è la prima cosa che vedo la mattina e l'ultima la sera, che poi è mattina anche quella, il periodo indefinito e segreto fra la mezzanotte e l'alba degli infrasettimanali, dove con i pazzi e gli ubriachi trovi sveglie solo le madri lavoratrici e le lavatrici. Arranco fino alla macchina del caf...

Come Ronaldo

Non so come aiutarti figlio. Vorrei farlo con tutto il cuore e con tutta me stessa, ma non so come aiutarti. Posso raccontarti di trent’anni fa, quando decisi di mollare. Quando capii che era tutto inutile e non sarei mai diventata il genio indiscusso a cui aspiravo, la scienziata dei robot, la dottoressa che manda i cyborg nello spazio. Posso raccontarti di come quella volta diedi retta a tutti tranne che a me stessa, e perseverai. Posso dirti che forse non mollare non fu proprio la scelta giusta. E che forse non fu nemmeno una scelta, ma la decisione dettata dal mio senso di colpa. Posso dirti che in quei giorni, per molti giorni, la mia mente e il mio corpo si dissociarono, strappati fra l’inerzia di continuare così e il desiderio di mollare, riposare per poi mettermi nuovamente in ricerca di qualcosa – che cosa? – che mi appassionasse come quell’idea infantile. Posso raccontarti di come la logica mi venne in aiuto, confermando la bontà della mia non-scelta, dandomi un al...

Io ti regalerei un ranuncolo

Io ti regalerei un ranuncolo donna mia, un ranuncolo dai mille petali accartocciati e dalla modestia colorata e timida. Come quando ti fermi  a guardare il cielo o un gatto o un bambino. Quel fragile stelo dritto sei tu che attraversi la strada trafficata nella pioggia, la mano ai figli nascosti dagli ombrelli. Il ranuncolo nella neve di marzo ti somiglia, per nulla quella mimosa. - Katia Castiglioni -

Contro le prediche

Chi si ricorda l'ultima volta che è stato sgridato? Oh, io la ricordo benissimo... Ricordo che ne sono uscita umiliata e arrabbiata . In quel momento non ero affatto grata alla persona che mi ha rimproverato. Sicuramente pensava di avere tutto il diritto di sgridarmi come una scolaretta, ma quel pubblico rimprovero non mi ha arricchita, né mi ha insegnato qualcosa, non ha indotto in me un comportamento migliore. Chi mi ha sgridata non si è preso il tempo di verificare se la sua predica fosse servita, né ho avuto l'impressione che lo facesse per il mio bene , ma solo per attestare la sua superiorità. Io sono grande tu sei piccola, io parlo tu ascolti. Nemmeno ha preso in considerazione il mio punto di vista, semplicemente ne sono uscita avvilita e umiliata, con la netta sensazione che qualsiasi cosa avessi detto o fatto, non gli sarebbe comunque andata bene. Non ero una bambina, è stato pochi mesi fa. E' quindi ragionevole pensare che i nostri figli si sentano ...

Una madre

Molti anni fa ero Master del classico Gioco di Ruolo Dungeons&Dragons. Per un'incontro dal vivo decisi di mettermi nei panni di giocatrice e dovetti trovare un nome per il mio personaggio. Mi ispirai allora a due personaggi della mitologia celtica e scandinava che conoscevo,  la Regina Medb e la divinità Hel , e coniai il nome di Hel Maedb. Nella mitologia celtica Medb è un entità che tiene in contatto il mondo dei vivi ed il mondo dei morti e per questo venne venerata anche come Dea guerriera associata al culto delle Tre Madri. Medb è una guerriera, ma anche una madre.  Hel è invece la dea degli Inferi, ma la sua figura era inizialmente legata alla Dea Madre e al culto della terra. Quando il predominio del culto femminile cedette il passo alla predominanza, maschile divenne un'entità oscura, assimilabile ad Ecate.  Hel accoglie nel suo regno le anime dei guerrieri.  Una madre guerriera che accoglie le anime dei soldati. Nomen...

4 strategie per ritrovare la calma nel caos

Quando torno a casa la sera, spesso quello che trovo dietro la porta è un ambiente rumoroso e caotico, con i bambini allo stato brado, la TV ad alto volume, i giocattoli come un percorso ad ostacoli dall'ingresso al divano e la nonna chiusa in cucina per evitare ogni forma di contrasto coi nipoti. Una delle battaglie più dure da affrontare nella vita quotidiana di una mamma sola è quella contro il caos. E se per gli oggetti e la pulizia possiamo apprendere tecniche di space clearing e organizzazione, calmare pargoli bercianti può diventare un'attività frustrante e faticosa. Senza contare che la nonna nel frattempo potrebbe aver rivoluzionato l'intera disposizione interna dei nostri pensili. Tuttavia, malgrado quel che trovo al rientro dal lavoro non sia l'ideale premessa ad una serata tranquilla,  restare una madre calma è ancora una delle mie priorità. Non c'è nulla che assomigli al concetto che ho di felicità, come trascorrere una bella serata con i miei f...

E' ora di crescere

Ti ricordi quando tuo figlio ha mosso i primi passi? Proprio l'altro giorno una cara amica è stata sorpresa dal suo bimbetto che la guardava, per la prima volta in piedi, mentre stendeva i panni. Lo ricordi vero? Una grande emozione. Ricordo esattamente quando mia figlia camminò verso di me, lasciandosi dal tavolino del salotto per raggiungermi. Pietre miliari della loro crescita. Primi passi, prime parole, vasino, asilo, scuola... ad un certo punto però, cessiamo di annotare queste tappe. Eppure i nostri figli affrontano prove continuamente anche da grandi: restare soli in casa, dormire fuori, fare i compiti da un amico, fare la spesa, prendere l'autobus... Ho già detto che dovrebbe esserci un congedo maternità anche durante l'adolescenza . Perché essere accanto ai nostri figli durante queste tappe ci permette di cambiare il nostro modo di essere genitori . Diventare genitori di figli grandi Spesso ci lamentiamo dicendo che i nostri genitori, ormai nonni, ...

Amore, colpa e solitudine, essere genitori di bambini sensibili

Ci sono cose che non condividiamo sui social. Accanto alle faccine allegre, le coccole ai gatti e i bambini che giocano nelle pozzanghere, ci sono porte sbattute, capricci furiosi, pianti inconsolabili, piedi piantati e grida furiose... Non sono le cose che mostriamo fuori dalle pareti di casa. Vivere con un bambino aggressivo, ansioso, oppositivo, sensibile o impulsivo può esaurire fisicamente e mentalmente tutti coloro che sono coinvolti e non ci sono formule magiche e pillole miracolose per impedire gli eccessi emotivi che lo straziano. Quando ci troviamo in questa situazione, abbiamo l'impressione di essere completamente soli. Non immaginiamo che là fuori ci sono tante madri e padri che affrontano le stesse crisi, non lo immaginiamo perché non lo sentiamo raccontare sui social (e che divertimento c'è nel farlo?) ma è una situazione molto comune . Quando dobbiamo affrontare le crisi dei nostri figli ci si rende conto che non si deve lottare solo con le loro emozio...

Back to reality - Limitare lo screen time

Qualche giorno fa, mentre mi recavo al lavoro mi ha colpito il comportamento di un ragazzo in attesa dell'ascensore. Era ben vestito, bancario probabilmente o qualche lavoro che richiede un rapporto col cliente, e immerso nella consultazione del suo cellulare. Sentendomi arrivare ha alzato lo sguardo verso di me, ha chiaramente intuito che stavo per salutarlo, quindi ha abbassato in fretta lo sguardo sul suo dispositivo mobile. Riconnettendosi lontano da qui . Ho pensato alle decine di persone che passano dallo stesso ascensore ogni mattina e che spesso saluto. Persone che incontro regolarmente, di cui non so nulla e che non sanno niente di me, ma che per il solo fatto di condividere il luogo di lavoro o il bar della colazione, rispondono al mio saluto o scambiano due parole veloci prima di entrare nell'enorme palazzo di vetro e metallo. Connessioni al reale. Cose che accadono qui e ora . Salve, buongiorno. Freddino oggi eh? Good morning. Che caldo, speriamo che piova... Bu...

Tempo di vacanze e di bagagli

Andare in vacanza senza lavorare più che a casa. Mandare i figli in villeggiatura senza preoccuparsi che sappiano cavarsela o che abbiano bisogno di qualcosa. Vivere il ritorno dalla vacanza in serenità e senza venire sommerse dal lavoro extra del bucato e degli armadi. Non è impossibile se ci si organizza. Ecco come me la sono cavata in questi anni nella mia strana famiglia, dove i bambini hanno dovuto imparare ad usare la valigia fin da piccolissimi. Studiare la vacanza Se si va in vacanza con dei bambini, è opportuno studiare la destinazione in modo da essere preparati una volta raggiunta. Informarsi sui luoghi dove mangiare, localizzare supermarket e farmacie, conoscere i parchi e i luoghi di svago (a seconda dell'età dei componenti della famiglia) non è una forma d'ansia, ma un buon modo per non perdere tempo con lunghe ricerche e vivere al meglio il posto. Se si è scelto di visitare un'attrazione, come un parco giochi o una città d'arte, conoscere i...

Goditeli adesso!

Qualche giorno fa ho accompagnato i bambini alla casa al mare della zia. Era una giornata bellissima e visitavo Castiglione della Pescaia per la prima volta. Rimanemmo solo poche ore, giusto il tempo per organizzare le valigie e salutare i bambini, ma il luogo era così bello che scattai un milione di fotografie.  Durante il ritorno, scorrendo la gallery, scoprii che la scheda SD si era corrotta e non salvava più nulla: del milione di foto me ne restavano due, nemmeno le migliori. Il peggio era che non mi restava nulla della giornata, perché avevo trascorso le poche ore con la mia famiglia gestendo autoscatti e zoom digitali, stringendo i miei figli in 5.5 pollici, riducendo l'orizzonte ad un rettangolo. Passato qualche giorno, siamo tornati a prendere i ragazzi. Abbiamo passato una bellissima giornata al mare, ragionando sull'assurdo del sole che compiva il suo percorso al contrario, dell'acqua così limpida, del castello sopra di noi e delle isole davanti. Ricordo p...