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4 strategie per ritrovare la calma nel caos

Quando torno a casa la sera, spesso quello che trovo dietro la porta è un ambiente rumoroso e caotico, con i bambini allo stato brado, la TV ad alto volume, i giocattoli come un percorso ad ostacoli dall'ingresso al divano e la nonna chiusa in cucina per evitare ogni forma di contrasto coi nipoti. Una delle battaglie più dure da affrontare nella vita quotidiana di una mamma sola è quella contro il caos. E se per gli oggetti e la pulizia possiamo apprendere tecniche di space clearing e organizzazione, calmare pargoli bercianti può diventare un'attività frustrante e faticosa. Senza contare che la nonna nel frattempo potrebbe aver rivoluzionato l'intera disposizione interna dei nostri pensili. Tuttavia, malgrado quel che trovo al rientro dal lavoro non sia l'ideale premessa ad una serata tranquilla,  restare una madre calma è ancora una delle mie priorità. Non c'è nulla che assomigli al concetto che ho di felicità, come trascorrere una bella serata con i miei f...

Il tempo dopo la scuola

Nel suo ultimo articolo  per Organizzare Italia   Ale Ziliotto ,  Professional Organizer APOI  e membro del team  Organizzatessen , ha voluto dare la sua opinione professionale su un problema molto sentito dalle mamme, quello delle attività extrascolastiche. Con l'arrivo dell'autunno, le associazioni sportive, i doposcuola e le organizzazioni ludiche cominciano a pressare i genitori per l'iscrizione alle attività pomeridiane. Scegliere un'attività invece di un'altra, o avviarne una di troppo implica notevoli cambiamenti nell'organizzazione domestica e la gestione dei figli. Il pensiero di Alessandra su questo argomento è perfettamente in linea con il mio, perciò lascio la parola a lei. “ Prima il dovere e poi il piacere! ” chissà se anche le nuove generazioni hanno nelle orecchie il mantra che mia nonna mi ripeteva ogni pomeriggio quando  il mio dilemma era tra il fare i compiti o impiegare il tempo in qualche altra attività. Ed è bene recupe...

E' ora di crescere

Ti ricordi quando tuo figlio ha mosso i primi passi? Proprio l'altro giorno una cara amica è stata sorpresa dal suo bimbetto che la guardava, per la prima volta in piedi, mentre stendeva i panni. Lo ricordi vero? Una grande emozione. Ricordo esattamente quando mia figlia camminò verso di me, lasciandosi dal tavolino del salotto per raggiungermi. Pietre miliari della loro crescita. Primi passi, prime parole, vasino, asilo, scuola... ad un certo punto però, cessiamo di annotare queste tappe. Eppure i nostri figli affrontano prove continuamente anche da grandi: restare soli in casa, dormire fuori, fare i compiti da un amico, fare la spesa, prendere l'autobus... Ho già detto che dovrebbe esserci un congedo maternità anche durante l'adolescenza . Perché essere accanto ai nostri figli durante queste tappe ci permette di cambiare il nostro modo di essere genitori . Diventare genitori di figli grandi Spesso ci lamentiamo dicendo che i nostri genitori, ormai nonni, ...

Amore, colpa e solitudine, essere genitori di bambini sensibili

Ci sono cose che non condividiamo sui social. Accanto alle faccine allegre, le coccole ai gatti e i bambini che giocano nelle pozzanghere, ci sono porte sbattute, capricci furiosi, pianti inconsolabili, piedi piantati e grida furiose... Non sono le cose che mostriamo fuori dalle pareti di casa. Vivere con un bambino aggressivo, ansioso, oppositivo, sensibile o impulsivo può esaurire fisicamente e mentalmente tutti coloro che sono coinvolti e non ci sono formule magiche e pillole miracolose per impedire gli eccessi emotivi che lo straziano. Quando ci troviamo in questa situazione, abbiamo l'impressione di essere completamente soli. Non immaginiamo che là fuori ci sono tante madri e padri che affrontano le stesse crisi, non lo immaginiamo perché non lo sentiamo raccontare sui social (e che divertimento c'è nel farlo?) ma è una situazione molto comune . Quando dobbiamo affrontare le crisi dei nostri figli ci si rende conto che non si deve lottare solo con le loro emozio...

Tutto cambia, se non cambia è finto

"Niente rimane uguale a prima." "Peccato." No non è un peccato, vi spiego. Ieri è stata una giornata molto particolare, bella e triste nello stesso momento, come lo sono spesso le giornate di fine agosto. Sai che l'estate è finita, senti nell'aria l'odore di settembre. I temporali estivi ora lasciano sul marciapiede le castagne matte strappate agli ippocastani. I bambini le strisciano sul cemento per aprirle senza pungersi finché il frutto lucido non appare. Sul cammino incontri le strisce di polpa verde che, asciugando, prendono il colore marrone bruciato delle foglie secche. Tutto mi parla dell'autunno imminente, ma io non riesco ad essere triste per l'estate che se ne va. Giusto un pizzico di malinconia, il leggero rimpianto per le cose che non ho potuto fare, insieme ad una strana eccitazione. L'autunno è la vera prima stagione dell'anno e io sto per ricominciare.  Gli ultimi sette mesi sono stati per la nostra famiglia un...

Non è tardi per dare più tempo ai nostri ragazzi

Quando esco dal lavoro la sera, sono consapevole che i miei figli sono a casa già da tre ore, probabilmente seduti scompostamente in salotto col telefonino in mano, annoiandosi e svuotando il cervello, con la nonna inconsapevole complice degli inevitabili danni che questo isolamento comporta. Il prossimo anno non sarà meglio, la mia figlia più grande uscirà da scuola prima di pranzo e tornerà da sola a casa, dove l'aspetteranno le tagliatelle in un piatto riscaldato mentre io continuerò a consumare i miei pasti da sola in ufficio. Due solitudini che magari consoleremo chiacchierando su whatsapp , se lei non preferirà invece chattare con le nuove amiche delle medie. Si pensa che i ragazzi ormai cresciuti non abbiano bisogno di molto lavoro di cura e che possano essere lasciati a casa da soli senza pericolo. Sicuramente non si daranno fuoco e non ingeriranno accidentalmente detersivo per piatti, ma che pomeriggi possono avere? Già li immagino passare tutto il giorno ascoltando le v...

Back to reality - Limitare lo screen time

Qualche giorno fa, mentre mi recavo al lavoro mi ha colpito il comportamento di un ragazzo in attesa dell'ascensore. Era ben vestito, bancario probabilmente o qualche lavoro che richiede un rapporto col cliente, e immerso nella consultazione del suo cellulare. Sentendomi arrivare ha alzato lo sguardo verso di me, ha chiaramente intuito che stavo per salutarlo, quindi ha abbassato in fretta lo sguardo sul suo dispositivo mobile. Riconnettendosi lontano da qui . Ho pensato alle decine di persone che passano dallo stesso ascensore ogni mattina e che spesso saluto. Persone che incontro regolarmente, di cui non so nulla e che non sanno niente di me, ma che per il solo fatto di condividere il luogo di lavoro o il bar della colazione, rispondono al mio saluto o scambiano due parole veloci prima di entrare nell'enorme palazzo di vetro e metallo. Connessioni al reale. Cose che accadono qui e ora . Salve, buongiorno. Freddino oggi eh? Good morning. Che caldo, speriamo che piova... Bu...