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Viaggio a Kandahar. Ieri sera ho visto questo film bellissimo. Dunque c'è questa donna afgana che da anni sta in Canada e fa la giornalista. La sorella, rimasta in Afghanistan dopo aver perso entrambe le gambe su una mina le comunica la decisione di suicidarsi durante l'eclissi di qualche anno fa, quella che noi abbiamo guardato dalle montagne austriache... e lei parte per l'Afghanistan e cerca di entrare nel paese dall'Iran, non è facile, perché non la farebbero mai entrare normalmente coi suoi documenti e tutto, perché è una giornalista. Così si mescola a vari gruppi di disperati, cambiando spesso compagni di viaggio, utilizzando i mille espedienti che una donna prigioniera nel burka può rimediare coi dollari americani che si è portata.
Il film è bellissimo, mi pare di ricordare che vinse anche dei premi.
C'è una scena in cui si vede una visita medica ad una donna, davvero inquietante la procedura che il medico deve seguire per non guardarla, toccarla e ... ascoltarla.
C'è un momento in cui un gruppo di mutilati corre nel deserto mentre dal cielo elicotteri stranieri lasciano cadere delle protesi ortopediche con dei paracadute.
E poi la scena del corteo della sposa usato come espediente per viaggiare nei territori controllati dai talebani.
Da guardare e da pensare.
"Anche se i muri sono alti, il cielo è ancora più alto"







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