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Come Ronaldo

Non so come aiutarti figlio. Vorrei farlo con tutto il cuore e con tutta me stessa, ma non so come aiutarti. Posso raccontarti di trent’anni fa, quando decisi di mollare. Quando capii che era tutto inutile e non sarei mai diventata il genio indiscusso a cui aspiravo, la scienziata dei robot, la dottoressa che manda i cyborg nello spazio. Posso raccontarti di come quella volta diedi retta a tutti tranne che a me stessa, e perseverai. Posso dirti che forse non mollare non fu proprio la scelta giusta. E che forse non fu nemmeno una scelta, ma la decisione dettata dal mio senso di colpa. Posso dirti che in quei giorni, per molti giorni, la mia mente e il mio corpo si dissociarono, strappati fra l’inerzia di continuare così e il desiderio di mollare, riposare per poi mettermi nuovamente in ricerca di qualcosa – che cosa? – che mi appassionasse come quell’idea infantile. Posso raccontarti di come la logica mi venne in aiuto, confermando la bontà della mia non-scelta, dandomi un al...

Perché devi rispondere adesso?

Erano gli ultimi giorni di scuola e avevo preparato le scaloppine ai funghi, uno dei piatti preferiti di mia figlia. Volevo lenirle la stanchezza di questa fine d'anno scolastico. Mangiava voracemente e parlava con ansia del prossimo saggio di pianoforte e di come fosse faticoso incastrare gli esercizi con le verifiche di inglese e matematica. Mentre il suo piatto si vuotava, la tensione calava e cercavamo di rassicurarla sulle sue capacità. Quando, finalmente tranquillizzata, cominciammo a parlare di come passare la serata, se rilassarci  guardando un film insieme o prepare il tavolo per un gioco in scatola, la vedo sobbalzare sulla sedia e guardarsi le ginocchia. Il suo volto torna concentrato, la fronte corrugata, tutta la tranquillità raggiunta sparisce in pochi secondi. Sta leggendo un messaggio sul cellulare che teneva nascosto sotto al tovagliolo… Sto per esplodere, come sempre quando scopro che lei o il fratello hanno portato tablet, giochini o cellulari a...

Aggiornamento alla Privacy Policy e Condizioni d'uso

A seguito dell’entrata in vigore del nuovo Regolamento in materia di Protezione dei Dati Personali (GDPR), a partire dal 25 maggio 2018 Anche le briciole ha aggiornato aggiornato la Privacy Policy e i Termini e le Condizioni .

Minecraft e l’introduzione al coding per ragazzi

Chiedendo ad un ragazzo di spiegarvi cosa sia Minecraft, la risposta sarà decisamente articolata, perché il prodotto di casa Mojang ormai è più che un gioco e, considerato il fenomeno che ha generato, è ormai salito sul piedistallo dei classici per cui si stampano magliette e si formano in tutto il mondo gruppi di gioco condiviso e tutorial. Stiamo parlando del secondo videogioco più venduto nella storia e della seconda parola più cliccata di YouTube. Lo scorso novembre è uscito per Mondadori il primo romanzo ufficiale di Minecraft e questo evento ha portato a parlare nuovamente del gioco creato nel 2011 dal programmatore svedese Markus Persson conosciuto fra player con il nome di Notch, e ora diventato un vero fenomeno culturale . Il volume va ad inserirsi in un'offerta editoriale già molto ricca di romanzi non ufficiali i cui protagonisti sono zombie, creeper e villager dalle tipiche fattezze geometriche del gioco, la cui aspirazione è quasi sempre quella di migliorare...

Io ti regalerei un ranuncolo

Io ti regalerei un ranuncolo donna mia, un ranuncolo dai mille petali accartocciati e dalla modestia colorata e timida. Come quando ti fermi  a guardare il cielo o un gatto o un bambino. Quel fragile stelo dritto sei tu che attraversi la strada trafficata nella pioggia, la mano ai figli nascosti dagli ombrelli. Il ranuncolo nella neve di marzo ti somiglia, per nulla quella mimosa. - Katia Castiglioni -

Mental Load: capire cos'è per ridurlo con efficacia

Qualche settimana fa, come ogni lunedì, stavo aprendo l’asse da stiro quando il mio compagno mi rimproverò di non guardare il nostro telefilm preferito insieme a lui. Risposi che lo guardavo, ma nel frattempo avrei stirato e lui, stendendosi sul divano, mi disse che non ero capace di riposarmi : avevo sgobbato fino a quel momento, fra sistemare la roba del calcio, asciugare i capelli del piccolo mentre la cena era sul fuoco, far partire lavatrice, servire cena e sparecchiare, spazzare e risistemare (qui mi aveva aiutato e la lavastoviglie l'aveva riempita lui) adesso avevo il diritto di non fare niente e guardarmi TWD. Beh, che dire, non potrei essere più d'accordo, ma lui non ha mai imparato a stirare e se non lo faccio i panni non entrano nei cassetti. E poi se non lo faccio il lunedì, me li ritrovo al martedì, o al mercoledì, e il mucchio non fa che aumentare. Sembrava quasi offeso dal fatto che non mi sedessi sul divano con lui, ho tentato di spiegargli la facce...

Contro le prediche

Chi si ricorda l'ultima volta che è stato sgridato? Oh, io la ricordo benissimo... Ricordo che ne sono uscita umiliata e arrabbiata . In quel momento non ero affatto grata alla persona che mi ha rimproverato. Sicuramente pensava di avere tutto il diritto di sgridarmi come una scolaretta, ma quel pubblico rimprovero non mi ha arricchita, né mi ha insegnato qualcosa, non ha indotto in me un comportamento migliore. Chi mi ha sgridata non si è preso il tempo di verificare se la sua predica fosse servita, né ho avuto l'impressione che lo facesse per il mio bene , ma solo per attestare la sua superiorità. Io sono grande tu sei piccola, io parlo tu ascolti. Nemmeno ha preso in considerazione il mio punto di vista, semplicemente ne sono uscita avvilita e umiliata, con la netta sensazione che qualsiasi cosa avessi detto o fatto, non gli sarebbe comunque andata bene. Non ero una bambina, è stato pochi mesi fa. E' quindi ragionevole pensare che i nostri figli si sentano ...