Beh, credo che non leggerò più Connelly.
Ne "Il poeta" c'è questo giornalista che finisce per collaborare con l'FBI e l'eterno conflitto polizia (i buoni) e FBI (i cattivi, e anche un po'stupidi, ovviamente). Il protagonista finirà per ottenere la fiducia della bella agente dell'FBI che se lo porterà a letto e poi lo tradirà.
Ne "La memoria del topo" seguiamo le vicende di un poliziotto (il buono) alle prese con un'indagine trascurata dall'FBI (i cattivi) della rapina ad una banca realizzata scavando delle gallerie sotto il caveau. Il protagonista finirà per ottenere la fiducia della bella agente dell'FBI che se lo porterà a letto e poi lo tradirà.
Non è un errore di cut&paste: il canovaccio dei due romanzi è identico, anche se le vicende narrate sono diverse. La ciliegina? Nell'ultimo numero di Martin Mystère la vicenda affrontata dal BVZM prende spunto da una celebre rapina realizzata con lo stesso metodo di quella descritta ne "La memoria del topo".




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