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Due considerazioni sui bagni aziendali delle signore:
1. Sono in bilico sulla tazza e osservo le strisciate di acqua sapone e polvere sullo specchio appena pulito, pensando che se la donna delle pulizie non lo pulisse, al massimo vedrei della polvere caduta sul vetro e potrei io stessa toglierla delicatamente con la salvietta di carta se la mia vista fosse offesa da tale sudiciume. Sempre che la donna della pulizie si sia ricordata di riempire il dispenser degli asciugamanini di carta... Mi chiedo perché continuiamo a chiamarla così e non la ribattezziamo donna delle sporcizie.
2. Me ne sto in bilico perché gli uomini di questo ufficio pur di risparmiare tre o quattro passi a seconda della loro altezza (o bassezza) preferiscono usare spudoratamente il bagno delle donne. La tazza e l'intorno della tazza, che cerco di non toccare con nessuna parte sensibile del mio corpo, è variamente pisciottata da un uomo con poca mira o con l'attributo davvero molle. Ora, se io fossi la donna di quell'uomo il fatto che abbia una mira così pessima dovrebbe preoccuparmi. Devo pensare che è questo il motivo per cui usa il bagno delle femminucce o è solo per pigrizia, per quei miseri quattro passi in più?

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