Minecraft e l’introduzione al coding per ragazzi

Chiedendo ad un ragazzo di spiegarvi cosa sia Minecraft, la risposta sarà decisamente articolata, perché il prodotto di casa Mojang ormai è più che un gioco e, considerato il fenomeno che ha generato, è ormai salito sul piedistallo dei classici per cui si stampano magliette e si formano in tutto il mondo gruppi di gioco condiviso e tutorial. Stiamo parlando del secondo videogioco più venduto nella storia e della seconda parola più cliccata di YouTube.


Lo scorso novembre è uscito per Mondadori il primo romanzo ufficiale di Minecraft e questo evento ha portato a parlare nuovamente del gioco creato nel 2011 dal programmatore svedese Markus Persson conosciuto fra player con il nome di Notch, e ora diventato un vero fenomeno culturale.

Il volume va ad inserirsi in un'offerta editoriale già molto ricca di romanzi non ufficiali i cui protagonisti sono zombie, creeper e villager dalle tipiche fattezze geometriche del gioco, la cui aspirazione è quasi sempre quella di migliorare il proprio status. L’ultimo libro acquistato da mia figlia dopo aver rotto il porcellino è stato il “Diario di un Noob GUERRIERO”, un grosso e divertente tomo che ha convinto anche il più piccolo alla lettura.

A differenza dei precedenti, il romanzo uscito lo scorso autunno vanta l’ufficialità di casa Mojang ed è una sorta di viaggio di formazione del protagonista che naufraga su un’isola dalla geografia cubica e a bassa definizione del mondo di Minecraft. Il naufrago si risveglia nel corpo squadrato dei mob del videogame e dovrà affrontare le difficoltà di un player: costruirsi un mondo nella nuova realtà così poco familiare e sopravvivere alle minacce di zombie e altri classici mostri di Minecraft.

Qualcuno si sorprenderà certamente vedendo come in un'offerta ricca di giochi dalla grafica sofisticata ed iper realistica, un videogame nel quale gli avatar vantano teste quadrate e gli animali hanno corpi a parallelepipedo possa avere tanto successo. Eppure Minecraft ha creato un enorme indotto fatto di manuali tricks and tips, romanzi d'avventura, youtuber aracnofobici ormai più famosi delle star, gadget per nerd e non ultimi, manuali di programmazione.

Quando i miei figli si sono appassionati a questo curioso mondo ho cominciato a chiedermi perché questi paesaggi spigolosi e gli eccentrici protagonisti del gioco li coinvolgessero così tanto - per chi conosce già il mondo a cubetti, sappiate che il nickname di mio figlio è Herobrine!



La struttura del gioco si basa su un ambiente di tipo sandbox ovvero che mette a disposizione dei giocatori numerosi strumenti e possibilità. In questo tipo di giochi non si ha un particolare obiettivo da raggiungere, e il giocatore è libero di inventare e modificare il proprio mondo attraverso l’introduzione di parametri personalizzati.

Minecraft è di fatto uno dei simboli indiscussi dello scorso decennio e un'icona della generazione dei millennial, tuttavia grazie alla disponibilità su PC, mobile e console, oggi moltissimi bambini anche piuttosto piccoli sono in grado di esplorare questo mondo cubico, ricercare risorse e costruire oggetti e ambienti, dando libero sfogo alla fantasia in uno spazio pressoché illimitato.

La possibilità di modellare l’ambiente e disporre di alcuni strumenti che possono essere utilizzati per realizzare costruzioni e labirinti la cui struttura può cambiare a seconda dello stato di torce, leve e botole, sviluppa nei più piccoli le basi del pensiero logico fatto di condizioni e aritmetica binaria.

In più sono messi a disposizione dei blocchi comandi che consentono di modificare regole e cubi del mondo di Minecraft. Attraverso una serie di comandi indentati l'uno nell'altro possono essere usati per introdurre modifiche estetiche e funzionali, generare custom map o attivare effetti particolari.

Un altro elemento che determina il successo del gioco è la possibilità di eseguirlo in diverse modalità, le più comuni delle quali sono Sopravvivenza e Creativa.

Nella prima diventa fondamentale approvvigionarsi di viveri e crearsi un rifugio (craft) per proteggersi dai mostri. I giocatori devono costruire gli attrezzi per difendersi e raccogliere i materiali (mine) necessari alla sopravvivenza. In questa modalità si può morire e successivamente rigenerarsi nel luogo dove il mondo è stato creato inizialmente (spawn).

Giocando in modalità Creativa il problema di viveri e materiali non esiste, si costruiscono mondi senza interferenze da parte dei mostri che ignorano i creatori ed è possibile così realizzare opere incredibilmente realistiche.


Smontare, aprire e modificare i propri giocattoli è sempre stata l’attività preferita dei bambini in ogni tempo. Per questo qualcuno pensò di inventare i Lego, i mattoncini che permettevano di costruire infiniti oggetti e mondi, componendo, montando, smontando e rimontando di nuovo in diverse combinazioni. Tutto sommato Minecraft non è nulla di diverso, vi sono player che hanno ricostruito ambientazioni storiche e palazzi famosi nel mondo a cubetti, e la serie di Lego ispirata al videogame è stato un crossover di successo.

Minecraft è un software realizzato in Java, uno dei linguaggi di programmazione più versatili e potenti al mondo, usato praticamente ovunque, dai cellulari alle lavatrici. Conoscendo un po’ di Java, si può metter le mani negli ingranaggi del gioco e personalizzarlo, qualcosa di più che smontare e rimontare mattoncini.

Il gioco diventa quindi lo strumento per introdurre i più giovani al coding, che non vuol dire semplicemente scrivere righe di codice una dopo l’altra, ma imparare a fare un lavoro di analisi, ridurre i problemi a serie di problemi più piccoli, definire i passi per risolverli uno dopo l’altro e fare i conti con le regole di forma e sintassi, particolarmente importanti in Java, perché non rispettare le regole imposte dal linguaggio significa vanificare il lavoro fatto.

Viviamo in un mondo in cui ogni momento ci appoggiamo alla tecnologia, da quando usciamo la mattina a fare jogging con le cuffiette nelle orecchie alla visione del nostro telefilm preferito sulla piattaforma on demand prima di andare a dormire: saper modellare del codice è altrettanto importante per un bambino dei nostri tempi che modellare la pasta di sale.

I genitori dovrebbero porre attenzione alle attitudini dei ragazzi non solo per identificare i futuri medici, avvocati o insegnanti. Un ragazzo apparentemente immerso nell'inutile mondo dei videogame, rimproverato per il troppo tempo passato davanti allo schermo, potrebbe essere un futuro, talentuoso coder. Per capirlo è necessario osservare il modo in cui il ragazzo gioca, e Minecraft, con le sue diverse modalità, può darci una mano nel farlo.

Dopo aver visto l’attitudine al ragionamento logico utilizzando gli elementi che il videogame mette a disposizione, ho voluto introdurre i miei figli ad un software di coding per ragazzi realizzato dal MIT. Scratch è un ambiente di programmazione utilizzabile fin dalla scuola primaria che mette a disposizione dei bambini strutture a blocchi che realizzano i costrutti base della programmazione strutturata utilizzando il trascinamento dei blocchi in una dashboard dove il ragazzo realizza il codice. Nella stessa pagina si trova l'ambiente di test in cui il ragazzo prova l'efficacia del suo programma.
Ho introdotto all'ambiente i miei figli che si sono subito divertiti a replicare gli esempi suggeriti e ad arricchire il flusso di programma con alcune loro idee. Il più piccolo torna ancora a fare degli esperimenti interessanti con quello ed altri software.
Come genitore ho scelto di assecondare questa attitudine considerando il tempo che il bambino trascorre sull'ambiente di sviluppo visuale alla stregua di un gioco educativo.


Qualche anno fa è uscito per Apogeo “Imparare a programmare in Java con Minecraft”, un libro destinato ai ragazzi a partire dai nove anni in cui vengono insegnate le basi della programmazione Java utilizzando la console di Minecraft.

Il gioco dispone infatti della possibilità di iniettare codice da un editor di testo, ovvero un ambiente di sviluppo essenziale dedicato alla personalizzazione e programmazione dell’ambiente utilizzando appositi comandi preceduti da un carattere ‘\’.
Si tratta di un’opportunità da non lasciar sfuggire a quei ragazzi che mostrano un interesse per il gioco non solo come utilizzatori, ma come creatori.
Ho acquistato il libro per interesse più personale che didattico, ma devo dire che se il livello di partenza non prevede nessuna conoscenza informatica in più del saper giocare a Minecraft, il punto di arrivo è la capacità di utilizzare gli elementi fondamentali del linguaggio di programmazione più diffuso e insegnato al giorno d'oggi.

Quando ho iniziato a scrivere questo articolo, mia figlia undicenne mi ha raccomandato di citare Notch, il creatore di Minecraft, ed Herobrine, l'errore di programmazione suo acerrimo nemico.
Oggi ho mantenuto la promessa, e devo confessare che il fatto che due bambini ritengano più importante fare il nome del programmatore che ha ideato il gioco, invece che degli youtubers con milioni di follower e famosi per le centinaia di tutorial, mi dà molte speranze per le nuove generazioni.


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Questo articolo è stato scritto nell'ambito delle iniziative periodiche per l'alfabetizzazione digitale dell'Associazione Professionisti per l'Innovazione Digitale di cui faccio parte.

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