Ecco, mi è tornata in mente un'immagine scioccante. La Sampò che civetta con Andrea De Carlo su UnoMattina. Possibile che prima di andare a lavorare (travagliare, scrive Camilleri, che dà più l'idea) uno si debba sorbire quei dieci minuti di Sampò che sfrangiano l'anima? O magari è tutta una manovra: banalizzare ogni centimetro di esistenza affinché chiunque si senta un genio, un artista a confronto. 'Ma quanto sono intelligente!', sospira il telespettatore. Che bello il pulsante rosso del telecomando, dal giorno di De Carlo lo uso sempre dopo il tiggì.

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