Sopravvivere oltre il metro di neve (parte 3)

Manca il contrasto, è questo il problema. Stamane alle sei ancora nevicava, e siamo a quattro giorni di neve ininterrotta.

In casa si mantiene il controllo trovando ai bimbi sempre nuovi intrattenimenti. Le risorse sul web aiutano moltissimo: disegni da colorare, spezzoni su Youtube, fotografie, film e cartoni.
Ma la mattino presto e alla sera tardi, quando il corpo protesta contro l'inattività forzata e la necessità improvvisa di aprire un varco a pala nella neve, il mio ottimismo è messo a dura prova. 
Ora è giorno e ogni volta che mi affaccio dalla finestra sembra che abbia smesso. In realtà basta cambiar finestra, andare nel retro della casa, dove un alto muro di cemento sostiene una strada privata a pochi metri dal mio palazzo per vedere che ancora fiocca. Sul contrasto grigio scuro la neve continua a scendere. Davanti manca il contrasto. Nella fotografia si scorge il cancello del giardino dei vicini con la neve che lo sovrasta di molti centimetri, il bordo del mio terrazzo che dovrò decidermi a liberare, un traliccio ormai ricoperto completamente, così come gli alberi. Sembra di essere in una pagina di Cecità. Le linee scure sono ormai ridotte al minimo, il mondo è quasi interamente scomparso e stiamo perdendo la strada. In tutti i sensi.

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