Urlo di mamma - Parte 2: mantieni la calma

Con i cuoricini avevo solo affrontato il primo problema: uscire dal sentiero della rabbia per trovare una nuova strada che mi permettesse di affrontare le criticità con i bambini senza urlare continuamente con loro.
Non entrare affatto in quel sentiero sarebbe stato comunque più semplice. Una madre rilassata e tranquilla è il segreto della serenità familiare, tuttavia le difficoltà della vita spesso ci conducono in zone in cui non si riesce a rimanere tranquille e ogni goccia può essere quella che fa tracimare il vaso della rabbia.



Ecco un elenco di alcuni metodi che possiamo utilizzare per prevenire lo sfogo rabbioso. Molti di questi suggerimenti sono stati presi da Dirt and Boogers, dove potete trovare moltissime risorse sul controllo della rabbia.

Promemoria
  • I cuoricini utilizzati come "cartellino giallo" per fermarci
  • Una parola segreta che il nostro compagno può usare quando ci vede al limite
  • Utilizzare un calendario dove i bambini decideranno se abbiamo guadagnato lo stickers per non aver urlato quel giorno
Immagina
  • Immaginare che la conversazione venga registrata o filmata: come ci comporteremmo se sapessimo di essere osservati?
  • Rivolgere le urla altrove, fuori, in un cuscino, in una bottiglia, al gatto
  • Sforzarsi di sussurrare, invece di urlare. Lentamente il tono tornerà normale.
  • Abbracciare i bambini ripetendo quanto li amiamo
Mantra
  • Ripetere continuamente una frase fino a calmarsi ("non devo gridare non devo gridare non devo gridare...")
  • Prendere respiri profondi stringendo i pugni e aprirli lentamente espirando
  • Pregare sottovoce
Time-out
  • Trovare una stanza dove rifugiarsi fino a calmarsi
  • Ballare o cantare finché passa l'arrabbiatura
  • Chiudere gli occhi e immaginare il luogo della nostra infanzia in cui ci piaceva di più stare, immaginare ogni particolare fino a calmarsi

Quando un genitore eccede nell'arrabbiatura, agli occhi dei figli si trasfigura e diventa una strega o un orco. Non ci riconoscono più. A volte gioco con i bambini e dico loro: "volete vedere la mamma-strega?" Il gioco è cominciato un giorno dopo che avevano assistito ad una rappresentazione teatrale dove interpretavo una Contessa rabbiosa e bizzarra. Volevano vederla e rivederla e così venne fuori che la Contessa assomigliava alla mamma quando si arrabbia. Recitare la parte ogni tanto fa sì che ora, semi arrabbio, non vedo più nei loro occhi l'espressione terrorizzata di prima perché riconoscono la buffa Contessa.

Con questo non voglio dire di iscriversi ad un corso di teatro, ma di sdrammatizzare una situazione dalla quale i bambini possono uscire davvero spaventati. Spiegare loro che a volte, per stanchezza o fatica o per una brutta giornata, la mamma può arrabbiarsi al punto da sembrare una strega aiuta ad evitare lo spavento della trasfigurazione. Nessun genitore vuole essere un mostro agli occhi di suo figlio.

Perché poi spesso urliamo alla follia per questioni davvero sciocche, tipo:
  • i bambini ridono a squarciagola
  • qualcuno ha rovesciato dell'acqua 
  • sta uscendo senza scarpe/cappello/giacchetto
  • è finito in una pozzanghera
  • ha messo i cereali nel tè
  • gli è caduto un gioco che si è rotto
  • non ha rifatto il letto
  • ha messo la maglia a rovescio
  • ha dimenticato di lavarsi i denti
  • canticchia o fa le facce buffe mentre gli parliamo
  • dondola o saltella davanti alla tv
  • ...

Insomma nessuna questione di pericolo nazionale o emergenza familiare che giustifichi l'urlo matto e disperatissimo. Ma sopratutto...
non ha fatto ciò che gli abbiamo chiesto nel preciso istante in cui glielo abbiamo chiesto
Proviamo a metterci nei suoi panni per il tempo di un paragrafo.
Immagino di essere lì, a rilassarmi facendo qualcosa che mi piace moltissimo e che qualcuno molto più grande di me, senza chiedere per favore né niente, spalanchi la porta della stanza e mi sgridi per aver lasciato le scarpe nel mezzo del salotto. Sto leggendo il mio libro preferito: "arrivo al punto e poi lo faccio," dico. Ma no, non è possibile, devo farlo proprio adesso. Adesso! Devo mollare quello che sto facendo e alzarmi. Senza per favore né niente. E quando lo faccio, mi si continua a gridare dietro che me lo ha detto mille volte, ma non ascolto mai. Non ho nemmeno il modo di scusarmi, perché non mi ascolta. Urla e basta e continua ad urlare finché le scarpe non sono a posto e anche un altro po' dopo.

In ogni caso, tutti i genitori si arrabbiano, anche per le piccole cose, e qualche volta perfino i migliori urlano, per tante ragioni diverse.
Urliamo perché siamo preoccupati. Perché il comportamento dei nostri figli fa scattare la molla della rabbia. Perché siamo stanchi, indaffarati, annoiati, stressati e ogni piccola cosa o rumore ci disturba. Perché non troviamo un altro modo per reagire alle insistenti richieste dei bambini.
Essere arrabbiati è umano, è normale. Quello che non deve diventare normale è invece riversare la nostra rabbia sui figli, in particolare gridandogli addosso.
Per questo diventa assolutamente importante riuscire a trovare una maniera per calmarsi e abbassare lo stress. Io per esempio uso moltissimo i gatti: quando non ne posso più vado al piano di sopra e mi coccolo un gatto a caso!


La prima cosa da chiedersi è quindi cosa fare per calmarsi. Molte persone coltivano degli hobby oppure dopo il lavoro si rilassano con una corsa, o davanti alla TV. Come ho già avuto modo di scrivere in precedenza,
l'uomo, quando rientra da una giornata di lavoro, deve rilassarsi. La donna pure, ma tutti fingono di non saperlo.
Focalizziamo la scena in cui torniamo a casa e troviamo dei figli nervosi, stanchi e caotici al punto da fare scattare nei genitori il trigger della rabbia. Il padre facilmente se ne andrà ad occuparsi di qualcosa, una doccia, la tv, il bricolage... "tesoro, chiamami quando è ora di cena," e nel frattempo ritrova la calma. Nessuno lo trova strano. La madre non può andarsene, c'è da preparare, sistemare, e resta in balia del caos.
L'uomo ha una stanza degli hobby, il garage, il bar, il campetto... la stanza della donna è l'intera casa, il suo passatempo è attendere ad essa. Riordinare, pulire, preparare... può essere considerato un passatempo rilassante? Solo se siamo dotate di molta fantasia e capacità di sopportazione, in effetti.
Invece ritrovare il tempo e lo spazio per coltivare le nostre passioni è fondamentale per ridurre lo stress e non basta portare pazienza finché i bambini cresceranno, perché nel frattempo il nervosismo aumenterà, con tutti i problemi che si porta dietro.

L'eccesso di stress è dovuto ad innumerevoli cause, esterne determinate dagli eventi della vita e contro le quali spesso possiamo fare ben poco,  ed interne determinate dal nostro stato di salute e stile di vita. Su queste occorre sempre stare in guardia. Ecco delle domande da porsi continuamente:
  • sto lavorando troppo? mi porto a casa i problemi del lavoro? mi assegnano troppi incarichi o compiti che non sono in grado di svolgere nei tempi previsti?
  • dormo abbastanza? il riposo è sufficiente per svegliarmi riposata? 
  • mangio troppo o troppo poco? il mio corpo è efficiente? cammino e faccio le scale senza fatica? alla sera sono dolorante o affaticata? 
Chiaramente la risposta affermativa ad una sola di queste domante implica una revisione dello stato di salute e dello stile di vita. Si rende necessario un check up, magari servono solo degli integratori, una dieta o un numero maggiore di ore di sonno. Forse è sufficiente chiedere l'aiuto di qualcuno per i lavori domestici. Tutte cose che si risolvono facilmente, ma alle quali è necessario prestare attenzione.
Nell'infografica sotto ho raccolto i suggerimenti che ho trovato in rete da parte dei principali ordini medici americani ed europei per prevenire lo stress:


Successivamente occorre chiedersi quel'è il livello di soddisfazione riguardo alla propria esistenza:
  • mi piace quello che sono? sono invidiosa? mi sento sottovalutata?
  • faccio sempre del mio meglio o mi risparmio? c'è qualcosa che mi appassiona? riesco ancora a divertirmi con le semplici cose?
  • il mio partner mi trova attraente? riusciamo a ritagliarci dei momenti romantici? sentiamo ancora il bisogno di abbracciarci?
Rispondere no ad una sola di queste domande è sintomo di una frustrazione che può facilmente essere riversata sui figli.
Molti genitori si giustificano dicendo che è a causa dei bambini se non riescono più a divertirsi e trovare un'attività di svago. Questo è molto grave, perché è una scusa.
Non c'è nulla che impedisca ad una coppia che si ama di avere una sana vita romantica anche dopo aver avuto più figli. E tutti i ragazzi sono ben felici di condividere coi genitori hobby e divertimenti.
Non troviamo scuse. Sulla mia bacheca Date Tips ho raccolto alcune idee per le coppie con figli. Il resto va da sé. Si comincerà con il seguire insieme un programma in TV, poi con un DVD party sul tappeto e infine magari si riuscirà a fare una serata fuori con ristorantino romantico e cinema. Non arrendetevi: io non l'ho fatto e a 45 anni suonati ho ritrovato il piacere di divertirmi come venti anni prima.


Quello che accade purtroppo molto spesso, è di essere troppo stanchi e pensare quindi di non avere l'energia per riuscire a divertirsi. E allora bisogna riposare, ritagliare angoli di relax, coltivare hobby.
La prima cosa da fare è pensare ad una routine familiare che consenta ai genitori di avere del tempo per sé quando i figli giocano, dormono o sono fuori casa senza dissipare tutte le energie nelle attività domestiche. Personalmente ho istituito un piano di pulizie e un sistema di organizzazione casalingo che mi permettono di avere abbastanza tempo libero per divertirci un po'.

Dobbiamo sempre ricordarci che fare qualcosa di buono per noi è fare qualcosa di buono per l'intera famiglia e principalmente per i nostri figli: dobbiamo avere cura di noi stesse.


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