Una cosa in più

Come mamma sola mi devo confrontare ogni giorno - ogni giorno! - con il saldo del conto corrente.
Sono un  genitore monoreddito in equilibrio tra i debiti e con due bambini a cui non vorrei fare mancare nulla, perciò recentemente ho sfruttato la mia passione per il declutter cercando di realizzare un piccolo introito dalla vendita degli oggetti usati ancora in ottimo stato.
Chi ha bambini piccoli sa che la maggior parte dei vestiti viene scartata ancora praticamente nuova e che ad ogni cambio di stagione c'è il dilemma di come mettere via tutta quella roba, perché è un peccato eliminare tanti vestiti ancora nuovi.
Con la vendita degli abiti usati dei miei figli ho potuto comprare, dagli stessi canali, altre scarpe ed abiti usati per tutta la famiglia e devo dire che la spesa per l'abbigliamento in questo mese si è ridotta in maniera considerevole senza farci mancare nulla.

Quando inizio un nuovo declutter, la tentazione di ricavare qualcosa dall'usato è forte, tuttavia vendere on line o sui mercatini è un grosso impegno.
La vendita on-line richiede tempo per fotografare, caricare, seguire le consegne, contrassegnare il venduto. Se invece si va ai mercatini, occorrono accordi con gli organizzatori, banchetti, sedie e  necessario per passare una giornata fuori (anche al freddo!), considerare l'affitto della postazione, la logistica e gli scatoloni. Sicuramente il guadagno non ripaga la fatica e difficilmente diventa un reddito sufficiente a vivere.
Senza contare che ci vuole tanto tempo: se avete un lavoro full time come me, ad esempio, dovrete sacrificare la sera, la notte e i weekend per dedicarvi a questo piccolo business. E non sempre la notte è il momento più adatto per mettere qualcosa in vetrina.
Disfarsi delle cose in questo modo inoltre non è l'ideale se si è al primo declutter o si cede spesso alla trappola del potrebbe servirmi ancora. Il tempo che intercorre fra la messa in vendita e la consegna può bastare a ripensarci e i neofiti dello space clearing potrebbero non arrivare all'obiettivo che si sono prefissati.


Ho voluto parlarti di questo, perché oggi ci occuperemo di abiti e voglio che tu possa esplorare tutte le possibilità che abbiamo per disfarci del nostro usato senza troppi sensi di colpa

Per il compito di oggi, scegli un armadio. Se ne hai più di uno, scegli quello che ti pesa di più. Quello che ti fa arrabbiare anche solo a guardarlo.
Prendi due grossi sacchi, il cellulare e vai in quella stanza.
Seleziona la stazione radio che preferisci, o della musica dal cellulare e non fare nient'altro: non guardare Facebook o Instagram, silenzia Whatsapp.
Prendi un'ora o due dalla tua giornata e resta in quella stanza.

Vuota l'armadio mettendo tutto sul letto o sul pavimento. Armati di panno e detergente e pulisci a fondo l'interno del mobile.
Osserva quindi  i vari capi d'abbigliamento: quando è stata l'ultima volta che sono stati usati?
Se quest'anno non sono stati mai indossati, infilali nel sacchetto.
Se sono stati indossati almeno una volta nel corso di quest anno, riponili nell'armadio seguendo un piccolo trucco: metti la gruccia a rovescio, con la gobba del gancio rivolta verso la parete dell'armadio. Quando indosserai l'abito, dovrai poi riappenderlo con la gruccia dritta, con la gobba verso le ante: servirà a far capire, al successivo cambio di stagione, se un abito è stato indossato o no.
Fai la stessa cosa con i golfini e quello che riponi piegato. Puoi utilizzare un adesivo colorato per indicare che un capo non è mai stato indossato.
Se stai lavorando sull'armadio di qualcun altro, condividi il trucchetto della gruccia e dell'adesivo, affinché possa collaborare.

Riempi quei sacchetti! Lo so, è difficile. Molte cose vanno ancora bene: non ci entri più, ma potrebbero andarti bene tra qualche anno, quando finalmente riuscirai a perdere quei chili di troppo... Ricordami da quanti anni stai cercando di rientrare in quella taglia.

Resisti al potrebbe servirmi ancora e pensa a chi potrebbe invece averne un vero bisogno: terminato il riordino, puoi pensare se vendere il contenuto di quei sacchi, regalarlo o buttarlo.

Se vuoi solo ripulire il tuo spazio e riprendere il controllo della casa, occorrono metodi drastici per vuotare stanze ed armadi.
Fare un grosso sacco e buttare tutto è certamente la via più semplice, ma per molti di noi rappresenta un grandissimo spreco e ci mette in imbarazzo dal punto di vista etico. Gettare nei rifiuti tutto è inoltre complesso dal punto di vista logistico, se la spazzatura è raccolta col porta a porta o se i cassonetti del rifiuto residuo sono controllati nei volumi, come accade in molte città. O quando si abita lontani da un centro di raccolta.


Nel progettare il mio GROSSO DE-CLUTTER non mi sono fatta molti problemi: avevo il bisogno di liberare casa, così ho regalato tutto.
Ho donato anche suppellettili e bigiotterie molto preziose a cui ero legata sentimentalmente. Si trattava di bei ricordi di un passato che non può tornare, e mi provocava delle sensazioni di rimpianto e nostalgia che alla lunga avvelenano la vita.

Pubblicai diversi post su un gruppo Facebook dove potevo regalare i miei oggetti. Nel giro di pochi giorni mi liberai di moltissime cose che trovarono nuova vita nella case di altre persone. Per loro il porta presine di ceramica non rappresentava il fallimento di un matrimonio e la bambola di porcellana un tradimento subito.
Quelle persone mi sorridevano grate ed io ero grata a loro, perché non sarei mai riuscita a buttare via quegli oggetti.

Poi ho dovuto accendere un'ipoteca sulla casa.

In pochi mesi ho dovuto revisionare ogni spesa e considerare ogni piccola uscita. Gli acquisti per i bambini e la scuola sono diventati prioritari rispetto alle spese personali.
Gli oggetti rotti o inutilizzabili non venivano più sostituiti da nuovi oggetti e lentamente, ma inesorabilmente, lo spazio ha cominciato a liberarsi.

Poi un paio di scarpe rosse illuminarono una giornata piena di preoccupazioni.

Le ebbi in regalo da una ragazza che stava facendo pulizia dei capi mai usati. Le indossai sentendomi bella e in ordine: unico paio di scarpe nuove di quest anno.

Una sconosciuta aveva fatto qualcosa di molto bello per me, qualcosa di cui non sapevo di avere bisogno. Ero sicura che non mi servissero un altro paio di scarpe, quelle che avevo non erano nuovissime, ma potevano andare ancora bene.

Non mi sarei mai comprata un décolleté rosso, non in quel momento.

Non col mio budget.

Mi resi conto allora che il declutter ha un risvolto sociale non indifferente.
Avere in dono qualcosa è come avere un piccolo pezzetto della persona che te l'ha dato. Ringraziare del dono ti permette di esprimere la gratitudine anche quando pensi di non avere nulla di cui essere felice.
Donare, vendere, ricevere e comprare oggetti di seconda mano permette di conoscere moltissime persone che vivono vite meravigliose o situazioni drammatiche. Ognuno ha il suo bagaglio di sogni e sopporta la sua parte di pene, ognuno percorre la sua strada con coraggio e sopravvive alle difficoltà.

Ascoltare e condividere quel breve momento di scambio è un dono anch'esso.

Ora, quando scarto dei vestiti o dei giocattoli che non posso rivendere, ho davvero tante possibilità.
Posso pubblicarli sulle pagine Facebook della mia città, sono gruppi chiamati Te lo regalo Nome Città o Te lo regalo se dici grazie o Te lo regalo se lo vieni a prendere, ce ne sono in ogni luogo.

Oppure li metto nella Borsa per Claudia.

Claudia è una volontaria che presta la sua opera in alcune associazioni no profit e che mi aiuta a portare vestiti e altre cose a chi ne ha bisogno.
Ogni tanto ci incontriamo per un caffè o delle chiacchiere e due o tre borse passano dalla mia auto alla sua.

Sono certa che tutti conosciamo qualcuno che aiuta in una organizzazione caritatevole, prendeteli in considerazione al vostro prossimo declutter.

Si alleggeriscono armadio e cuore, ve lo assicuro.



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