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Come ogni domenica che si rispetti ho guardato due film in santa pace.
Ho messo su il DVD di Sideways. Sinceramente ricordavo solo che trattava di vino, vita e donne. La storia è graziosissima, ma si parla un po' troppo di vino. Gli attori sono bravissimi, sia Giamatti che Church, ed è pieno di situazioni originali. La scena del pestaggio col casco è semplicemente grandiosa.
Poi sulla fascetta ho letto che si trattava dello stesso regista di Election (geniale! gli ho dato tre stelle) e di A proposito di Schmidt (commovente! gli ho dato due stelle) e adesso non ho più voglia di guardare un altro suo film, perché ho come l'impressione che si stia dirottando verso il genere "cult", ma come una specie di forzatura, non riesco a spiegarmi meglio.
Per contrasto, subito dopo mi sono sparata Secret window. Deep è stupendo e Hutton mi ha ricordato (chissà perché) l'altro bel film La metà oscura tratto da un romanzo di King e anche quello con uno scrittore protagonista. Stesso soggetto, stesso autore, stessa classe. Non è che i film si copiano, è King che ha un po' la fissa per gli scrittori ossessionati, il plagio e gli pseudonimi. Credo che non abbia mai fatto veramente la pace con Richard Bachman. [Warning: spoiler!]Tornando al film, purtroppo anche per chi non ha letto il racconto originale, il finale non è una sorpresa e come accade nella maggior parte dei racconti di King, se c'è uno scrittore, il cattivo è lui. [End spoiler] Il film è bello, comunque.

Commenti

  1. Sideways, a mio modesto parere, è un film dai tratti poetici capace di raccontare la bellezza del vino e la sua sacralità. perciò dissento dalla tua frase "però si parla troppo di vino". Ho anche io apprezzato A proposito di Schmidt, però forse gli darei qualcosina di più che "2 stellette". ti faccio, comunque, i complimenti per il blog e, aggiungo, che ho notato con piacere che la tua cultura cinematografica spazia di genere in genere; e questo è giusto. è giusto guardarsi un film di Almodovar, come è altrettanto giusto vedersi Harry Potter. L'importante è saper sempre distinguere un capolavoro da una pellicola di puro divertimento.
    peppe

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