Vedo questa bella tovaglietta centrotavola o non so come diavolo definirla. Voglio dire, una volta c'erano i centrotavola anni settanta che si mettevano sul centrino fatto a mano dalla suocera, adesso ci sono queste pezze di velo colorato di forma rettangolare e con le nappine o perline o altri pesi. Le metti sul tavolo coi bordi che ricadono (oppure no se il tavolo è lungo) e sopra ci metti un bel vassoio di vetro in tinta o un piatto in legno che nessun abitante dell'Africa si sognerebbe di utilizzare perché la vernice stinge con l'acqua, ma che tu hai acquistato nel negozio di mobili etnici pagandolo un sacco di soldi. Io ho solo un piatto di vetro usato per distribuire i confetti al mio matrimonio, ma adesso mi piacerebbe dargli una seconda opportunità e cerco questa famigerata pezzuola per ravvivarlo un po'.
La tovaglietta di organza finta poliestere 100% è di colore bordeaux, o forse dovrei dire "rosso india",  ricamata con fili di finto oro plasticoso. Mi piace: misura circa 40x100cm, forse meno, ma il mio tavolo è piccolo e ci starebbe proprio bene.
- Mi scusi, potrei sapere il prezzo di quella tovaglietta sul tavolino in vetrina?
Mi accorgo di avere sbagliato, forse non dovevo dire tovaglietta, forse c'è un nome specifico per quell'oggetto e io non lo conosco. Lo capisco da come la commessa solleva il mento dalle decorazioni natalizie che si accinge ad appendere ad una assurda sedia dallo schienale esageratamente alto e troppo stretto.
La donna si alza, si avvicina e solleva il segnaprezzo pendulo. Non lo avevo visto: potevo evitare di disturbarla.
- Cinquantotto euro.
Nel mondo reale ringrazio, le dico che non ho le misure del tavolo e magari torno in settimana.
In un universo parallelo un'altra Hel Medb risponde:
- No guardi, il tavolo cè l'ho già. Mi dica solo il prezzo della tovaglietta.

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